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NON BUTTARE LA BOLLETTA Ormai tra bollette, ricevute, tasse, estratti bancari, bisogna conservare in casa una serie infinita di documenti. Ma per quanto tempo? E’ la domanda che continuano a farsi i consumatori i quali, spesso, pur avendo regolarmente adempiuto alle loro obbligazioni, vengono perseguitati dai vari enti pubblici e privati. Ecco, quindi, quali sono i tempi minimi per la conservazione delle relative ricevute. · Dieci anni per attestazioni contributi previdenziali e canone RAI; · cinque anni per fitti, quote condominiali, enel, telefonie, gas, acqua, irpef, iva, multe stradali; · quattro anni per tassa nettezza urbana e ici; · tre anni per bollo auto, parcelle professionisti, onorari artigiani, cambiali; · un anno per ratei assicurativi, scontrini beni durevoli, ricevute bancarie; · sei mesi per ricevute alberghi e pensioni. Bisogna tener presente, però, che tale tempo, detto prescrizione, può essere allungato. Una sentenza della Corte di Cassazione (n° 7662/1999), per esempio, ha stabilito che le cartelle esattoriali relative a contravvenzioni, bollo auto e tributi vari, possono essere notificate fino al quarto mese successivo al termine di prescrizione. Pertanto, il consiglio é quello di porre molta attenzione ai diversi periodi di tempo, ricordando che l’eventuale prescrizione deve essere necessariamente eccepita innanzi all’Autorità Giudiziaria competente.
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